amare

Senza titolo, Terrenganu | Malesia 2016

Anche ieri si è festeggiato, e si è stati insieme, per chi ha potuto, con le proprie mamme. Immancabile, c’è stata la corsa all’esibizione della propria, di mamma, su ogni sorta di social; oramai ogni occasione è buona…

Questa volta, devo essere sincero, non mi ha dato gran fastidio, perché mi rendo sempre più conto di quanto siano preziose le proprie madri, e probabilmente, per qualcuno, anche un trofeo, se così si può dire, da mostrare con orgoglio. 

Dal canto mio, d’altronde, è un pò di tempo che non mi vien più voglia di pensarci troppo a questa festa. Sarà perché ne ho viste andar via troppe e in maniera repentina di mamme, nei miei ultimi anni. Tutte importanti per me, e che ricordo sempre, e se non me ne ricordo io, come oggi, vengono loro all’improvviso a farsi ricordare.

Mi accade però che il rifiuto per le ricorrenze o le riunioni di famiglia mi porti, in maniera inconscia, ad avere la tendenza al distacco dagli altri che restano, per non rischiare di soffrire ancora tanto. In realtà credo sia abbastanza normale, anche se poco sano.

Poi, quando meno te lo aspetti, arriva un messaggio da chi ancora ti vuole tanto bene, nonostante tu ti sia allontanato, facendo in modo da essere sempre più rara una tua apparizione. Comprendi dunque che hai molto da imparare ancora, che c’è sempre qualcosa da coltivare, come il giardino che hai imparato ad osservare e che vuoi sempre verde.

L’amore per gli altri, anche se a volte lo dimentichiamo facilmente, resta l’unica, irripetibile scelta possibile da esplorare, nel modo migliore che si può.