bagagli

Senza titolo, Penang 2016

Di solito pratico questo esercizio; parto da una fotografia che ho scattato per far venir fuori quel che il mio inconscio mi ha mostrato per un microsecondo e poi ha ricacciato di nuovo nel suo bagaglio, così ampio e infinito che spesso non sappiamo neanche di avere. Questa foto mi porta a ricordare un viaggio, uno dei più lontani che ho fatto: Singapore e la Malesia, due luoghi lontani che mi han lasciato tante sensazioni, che mi hanno fatto comprendere alcune scelte. 

L’emozione che resta sempre più forte di quel viaggio è la sensazione di libertà che mi accompagnava mentre ero per strade sconosciute, nuove. Non ho avuto mai paura, non mi sono mai sentito in pericolo in un luogo tanto lontano dal mio vissuto. Non che sia andato in un posto dove ci fossero guerre civili o altro, e probabilmente ho sbagliato a usare la parola paura, la mia però era una percezione di pace interiore, di serenità che non avrei immaginato.

E’ una sensazione che mi accompagna, che mi fa star bene quando torno col cuore in quei luoghi. Le foto aiutano, per fortuna, aprono velocemente scenari che dimenticheresti a lungo andare. La sensazione che spero presto di rivivere con naturalezza è di desiderare poco, di sentirmi semmai pieno, sazio, appagato della scoperta del mondo. Il desiderio che mi fa desiderare di viaggiare ancora è quello di non avere limiti, fisici, mentali e sentirsi tanto piccoli e tanto grandi allo stesso tempo.

Il mondo, quando lo si è un pò compreso e vissuto, è un pò come una persona cara che non vediamo spesso, lontana dagli occhi, sempre presente nel cuore.