invisibile

Senza titolo, Benevento 2019

Mi capita di vagare a volte per strada e di perdermi anche in luoghi conosciuti, capita quando ho il bisogno di sentire quello che mi trasmette il mondo, e me stesso che mi connetto con la sua energia. Allora inizio a osservare l’invisibile, quel che altrimenti non arriverei a sentire solo vedendo.

Termina la fase di pura passività nei confronti di ciò che mi circonda e il mio sguardo si trasforma. Questo passaggio avviene da quando ho compreso di avere un occhio che mi passa attraverso, da quando ho iniziato a fare i conti con l’illusione terrena di essere qui per molto, prendendo contatto con la morte.

E’ straziante scoprire di esser vivi e un attimo dopo in un altrove. I primi tempi ho percorso chilometri per cercare di non pensare a cosa già stava accadendo in me, è stato un passaggio lungo, difficile e che ancora continua…

A volte, mentre cammino, mi fermo e, anche vedendo un palazzo, che racconta la sua vita dai suoi “acciacchi” esterni, mi accade di vedere quel che accade al suo interno, di indagare di quel posto, di voler indagare me.

E resto con lo sguardo in attesa, in attesa che la luce manifesti e modelli quel che cerco. Arriva il tempo giusto, si ferma quell’istante. Ogni piano è una storia, ogni finestra nasconde e rivela, ogni casa è un pezzo di me.

E io resto lì ad aspettare.