sottocosto

Senza titolo, Benevento 2019

Passeggiando in città, beneficiando di questa aria di primavera che porta ottimismo, idee e nuove forze, nella speranza di trovare uno scatto significativo, almeno per me, in un quartiere popolare, che, ancora non so perché, preferisco sempre a quelli più centrali, sento una voce da lontano che mi chiama… “Fratello, fratello…mi fai una foto?”. 

Già… fratello… chissà perché questi ragazzi hanno questa parola sempre pronta, se ci rifletto, noi non la usiamo più, a volte nemmeno con i nostri fratelli di sangue. Sarà la ricerca di una comunità, di un vivere aiutandosi, da fratelli, che questi ragazzi chiedono, cercano? 

Hanno bisogno di aiuto, certo, o almeno, hanno bisogno di sentirsi un pò a casa anche in una terra straniera. Sarà per questo che Lucio chiama le signore che lo ingaggiano per farsi aiutare a portare la spesa…”mamma“. Parliamo un pò, sono più io a chiedere, lui è allegro, socievole, ma non si sbottona. Lucio mi racconta che vorrebbe lavorare, che qualcuno lo metta nelle condizioni di far qualcosa in più, perché è ancora molto giovane e forte. Mi racconta, per fortuna, anche di tanta gente che gli vuol bene e lo aiuta. Alla fine gli sta bene, per ora, la vita che fa. Ma mi colpisce questa immagine, Lucio è lì, proprio come una offerta del supermarket, costa poco, conviene a qualcuno. Ma la vita di un prodotto in offerta dura poco, non ha un gran valore… 

Mi domando cosa sarà di Lucio, è una domanda che mi faccio ogni volta che li vedo questi ragazzi, che posso dire di avere una vita, è vero, che sono salvi, questo anche è vero, ma che sono parcheggiati, senza una vera inclusione. Per ora mi ha chiesto di portargli la foto che ha voluto fare per forza con questo segno di vittoria…a me sembra proprio paradossale questa immagine oggi come oggi. Lunedì lo rivedo e gli consegno la foto. Almeno lui continuerà a credere di avercela fatta… in qualche modo.